Sono senza vergogna, ai limiti della legittimità di definirsi appartenenti al genere umano. Il testo che riporta il dialogo tra i due imprenditori che sono stati intercettatti ai margini di un’inchiesta sugli appalti che hanno riguardato la ricostruzione del dopo-terremoto all’Aquila - e che vede coinvolto anche il dirigente della Protezione civile Guido Bertolaso -, ci lascia di sasso: “Io ridevo alle tre e mezzo di notte dentro al letto”, ha detto uno di loro. Perchè pensava già, con i morti ancora caldi e le lacrime delle vittime non ancora asciugate, agli affari che avrebbe presto potuto fare.
Questo è uno scandalo di proporzioni inaudite. Gli affari dell’emergenze (finte o vere che siano), le ricostruzioni di eventi pagate senza il controllo dello Stato e con dispendio di denaro pubblico per favori a privati, la mancanza di regole, la mancanza di benefica concorrenza tra imprenditori. Anni e anni di dilapidazione delle risorse dell’erario. Quello che sta accertando la magistratura è veramente indecoroso.
Ma c’è di più: c’è l’indecente sprezzo umano per il dolore, per l’angoscia che prende le vittime, per il dramma che segue la tragedia. Con quali genere di bestie ci troviamo a che fare?! E chi è che li ha premiati dando loro gli appalti. Chi continua a giustificare questo perverso meccanismo, chi li copre, chi con il consenso politico ne sancisce di fatto l’immunità?
Ce lo dovremmo ricordare sempre, questo è un aspetto umano al di fuori di ogni discriminante politica, che deve lasciare il segno nelle coscienze di ognuno.

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