Un risultato che non ammette disquisizioni artefatte: i romani hanno preferito Gianni Alemanno a Francesco Rutelli, per il governo della Capitale. Sarà perché soffia il vento di destra; perché Rutelli è stato ritenuto figlio della vecchia politica; perché i cittadini hanno innalzato le attese e sono insoddisfatti per le cose che non vanno; o sarà semplicemente perché hanno voglia di cambiare. Sta di fatto che dopo quasi quindici anni di buona, buonissima amministrazione di centrosinistra, ora si cambia.
Sarebbe troppo lungo elencare le cose positive fatte. Basti però pensare all’immagine che Roma aveva prima del 1993 (l’anno del primo mandato di Rutelli sindaco) e quale era il posto occupato tra le capitali europee. Ora è tra le mete preferite dei turisti e tra le più sicure (come dicono i più titolati giornali internazionali) capitali di Europa.
Ma i numeri non sono serviti a nulla. La percezione è più importante della realtà. Ora si cambia.
Ma sarebbe sbagliato, per noi, per l’opposizione, pensare di aspettare “il nemico” sul bordo del fiume, ossia pensare di lasciar fare attendendo gli errori per poter dire con cinismo “avete visto? lo avevamo detto noi che non sapevano governare”. Primo, perché non è affatto detto che sarà così; secondo perché è molto più produttivo, nelle sedi istituzionali e poi nelle strade, nelle piazze, nei luoghi di vita, far capire quali sono le nostre proposte e cosa noi avremmo potuto fare se ci avessero votato. Ossia c’è bisogno di organizzare una sorta di campagna elettorale permanente che possa ricostruire intorno a noi la fiducia dei cittadini, da qui ai prossimi cinque anni. La storica (per certi versi anche più storica di questa) sconfitta che la sinistra patì a Bologna alcuni anni fa, ha prontamente trovato l’occasione di rivincita nella tornata elettorale successiva. Sì è lavorato bene e l’elettorato ha premiato.
Saprà essere capace il gruppo dirigente del Pd nazionale e romano di un’autocritica profonda e di un progetto lungimirante di politica a partire dal basso, senza nessuna rete di protezione e senza potere da gestire, ma solo alla ricerca di consenso disinteressato e gratuito? Vedremo.
L’errore da evitare, saremmo condannati ad una sconfitta eterna, è quello di pensare che tanto, qualsiasi cosa fai, l’elettore non capisce. Perché invece capisce, capisce…

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2 Comments Received
Gennaio 8th, 2009 @21:35
hi
ql5l6in8sbla4l8i
good luck
Gennaio 10th, 2009 @10:38
hi
ql5l6in8sbla4l8i
good luck
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