set 14, 2011 - Idee    No Comments

Ciao, Giancarlo, e arrivederci nel Regno

Dire che ci mancherà è poco. Giancarlo Zizola, morto oggi, 14 settembre, lontano dalla sua casa e dai suoi cari,  ci ha insegnato tanto, ci ha indicato la strada, ci ha testimoniato un modo di fare e di pensare la professione di giornalista. Amico, maestro e appassionato amante di una Chiesa figlia del Concilio Vaticano secondo (bellisimo il suo ultimo libro, “Santità e Potere”, l’ultimo di una sterminata produzione) che, secondo lui e secondo molti, in questi ultimi anni ha un po’ smarrito quel passo e quella direzione innovatrice. Nelle discussioni conviviali e nei dibattiti pubblici, negli articoli di giornale e nei libri, sempre dimostrava una giovinezza di pensiero e di lettura che sorprendevano l’interlocutore. I suoi 75 anni erano segnati all’anagrafe, non nello spirito e nei progetti, coltivati e seguiti come fa chiunque non si dà pace, non accetta il quieto vivere come prudente accettazione dello status quo.

Giancarlo aveva mille idee in cantiere e mille suggerimenti da dare. Ora che lui non c’è, qui su questa terra, mi permetto di chiedergli un favore: dall’alto, se può, un segnale anche minimo di ispirazione, prova a darcelo…

giu 3, 2011 - Idee, Opinioni    No Comments

Ma il vento sta davvero cambiando?

E’ stato già detto in mille modi: l’onda lunga che ha portato nel 2008 Silvio Berlusconi a vincere per la terza volta le elezioni politiche, sembra ormai definitivamente arenata. Ma è davvero così?

Chiediamocelo senza per questo passare per pessimisti atavici. Io sono stato convinto della necessità di continuare a fare politica con speranza quando in molti credevano che ormai non ci fossero più margini per risvegliare l’Italia. Bene: tanto più ora sono convinto che bisogna rimanere con i piedi per terra. Perché ritengo che le caratteristiche di fondo, il terreno di cultura, l’humus politico su cui B. ha impiantato il suo poderoso messaggio vincente siano ancora tutte da rigenerare.

Il combinato disposto di particolarismo e arrivismo; il limitato senso delle istituzioni e dei ruoli, il menefreghismo; il sempre più frequente ricorso al disprezzo e all’ingiuria per qualificare la parte avversa; la menzogna e la corruzione erette a sistema, la scarsa considerazione per la cultura (gli interessi del popolo quasi sempre rivolti alla mitica “pancia”); le paure indotte e sollecitate; l’aggressione programmata; il monopolio informativo; il clientelismo più o meno estorto al fine di soddisfare bisogni primari, l’illusione affabulatrice dell’immagine che viene prima di tutto il reale esistente. Ebbene, questi sono alcuni degli elementi su cui bisogna ancora lavorare molto per risvegliare le coscienze. E deve essere un lavoro costante, approfondito, lungo, convinto e convincente. Persino creativo e originale (come l’ironia usata e bene a piene mani nella campagna elettorale di Pisapia insegna).

E’ vero, come in molti oramai sostengono, che l’imporsi degli strumenti digitali consente un altro passo nella comunicazione politica: quello del pluralismo accoppiato all’esigenza di verità, del coinvolgimento diffuso che non taglia fuori nessuno, dell’immediatezza e della spontaneità.

Ma basterà per convincere, quando sarà il momento di rinnovare il Parlamento (presto, a mio avviso molto presto…) i milioni di elettori lontani dai nuovi media che se vogliono rappresentanti seri e competenti, che facciano il bene di tutti (e quindi anche del loro) è bene che votino con consapevolezza e con una, anche piccola, dose di idealità e trasparenza?

Ma per riuscire a fare fino in fondo questa svolta, una vittoria, anche se importantissima, non può bastarci.

mar 15, 2011 - Idee    No Comments

Voglio ricordare così, ricordando loro, questi 150 anni

HANNO FATTO L’ITALIA, MEGLIO, CI HANNO PROVATO. MA CI HANNO RIMESSO LA VITA. SONO I 27 MAGISTRATI ITALIANI UCCISI DAL 1969 AD OGGI E RICORDATI IN QUESTO LIBRO DI PARIDE LEPORACE. E’ RICORDANDO LORO, E ANCHE I POLIZIOTTI CHE TENTAVANO DI PROTEGGERLI E CHE INVECE SONO CADUTI, CHE VOGLIO RICORDARE LA FESTA DEL NOSTRO PAESE. E QUESTO PERCHE’ C’E’ CHI DICE CHE I MAGISTRATI, IN ITALIA, NON PAGANO MAI…

Quelli che hanno già pagato

 

In Italia sono ventisei i magistrati uccisi. E uno scomparso nel nulla. Fatta eccezione per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per gli altri non c’è memoria nazionale o ricordo collettivo del loro tragico esempio compiuto nell’esercizio della loro funzione. Ammazzati dai sicari delle mafie siciliane e calabresi, dei guerriglieri rossi, neri e persino internazionali sono spesso stati rimossi per sempre. Tranne qualche piazza e aula di giustizia loro intitolata il Paese non ha mai compiuto una riflessione su un fenomeno che risulta unico e drammatico per la storia di una nazione dell’Occidente democratico. Toghe rosso sangue ricostruisce le vite umane e le carriere professionali attraverso le testimonianze dei parenti, degli atti giudiziari, degli articoli dell’epoca. È anche la storia di uomini delle forze dell’ordine uccisi per difendere inutilmente uomini che per conto di tutti amministravano Giustizia. (…) La storia di questi magistrati eroi è anche storia dei loro colleghi pavidi o peggio corrotti e conniventi con l’antistato. Un racconto noir tinto di sangue. Scritto per non far dimenticare i caduti e per far riflettere i giovani che non hanno vissuto quegli avvenimenti a loro sconosciuti. Il libro vuole essere un omaggio ai magistrati caduti e che in gran parte sono dimenticati a causa dell’oblio del tempo.

Magistrati uccisi in Italia

Agostino Pianta ucciso il 17 marzo 1969 a Brescia da un detenuto vittima di un errore giudiziario.

Pietro Scaglione ucciso il 5 maggio 1971 a Palermo dalla mafia.

Francesco Ferlaino ucciso il 3 luglio 1975 a Lamezia Terme dalla ’ndrangheta.

Francesco Coco ucciso l’8 giugno 1976 a Genova dalle Brigate Rosse.

Vittorio Occorsio ucciso il 10 luglio del 1976 a Roma da Ordine Nuovo.

Riccardo Palma ucciso il 14 febbraio 1978 a Roma dalle Brigate Rosse.

Girolamo Tartaglione ucciso il 10 ottobre 1978 a Roma dalle Brigate Rosse.

Fedele Calvosa ucciso l’8 novembre del 1978 a Frosinone dalle Unità combattenti comuniste.

Emilio Alessandrini ucciso il 29 gennaio 1979 a Milano da Prima Linea.

Cesare Terranova ucciso il 25 settembre 1979 a Palermo dalla mafia.

Nicola Giacumbi ucciso il 16 marzo 1980 a Salerno dalla colonna delle Brigate Rosse “F. Pelli”.

Girolamo Minervini ucciso il 18 marzo 1980 a Roma dalle Brigate Rosse.

Guido Galli ucciso il 19 marzo 1980 a Milano da Prima Linea.

Mario Amato ucciso il 23 giugno 1980 a Roma dai NAR.

Gaetano Costa ucciso il 6 agosto 1980 a Palermo dalla mafia.

Gian Giacomo Ciaccio Montalto ucciso il 25 gennaio 1983 a Trapani dalla mafia.

Bruno Caccia ucciso il 26 giugno 1983 a Torino dalla ’ndrangheta.

Rocco Chinnici ucciso il 29 luglio 1983 a Palermo dalla mafia.

Alberto Giacomelli ucciso il 14 settembre 1988 a Trapani dalla mafia.

Antonino Saetta ucciso il 25 settembre 1988 a Canicattì dalla mafia.

Rosario Angelo Livatino ucciso il 21 settembre 1990 ad Agrigento dalla mafia.

Antonio Scopelliti ucciso il 9 agosto 1991 a Campo Calabro dalla ’ndrangheta e dalla mafia.

Giovanni Falcone e Francesca Morvillo uccisi a Capaci il 23 maggio del 1992 dalla mafia.

Paolo Borsellino ucciso a Palermo il 19 luglio del 1992 dalla mafia.

Luigi Daga vittima di un attentato al Cairo il 26 ottobre 1993 effettuato da un terrorista del Gruppo islamico. Il giudice morirà successivamente a Roma il 17 novembre.

PaoloAdinolfi scomparso il 2/7/‘94. Famiglia riconosciuta vittima di sequestro eseguito da ignoti.

Ricordiamo anche Antonio Lo Russo, Giovanni Saponara, Antioco Dejana, Lenin Mancuso, Giuseppe Pagliei, Luciano Rossi,Salvatore Bartolotta, Mario Trapassi, Stefano Li Sacchi, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Agostino Catalano,Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina. Morti nel tentativo difendere i magistrati.

 

Dall’introduzione a 

 “Toghe rosso sangue”La vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia

di Paride Leporace, Newton Compton Edizioni, Euro 12,90 – pp. 288

feb 10, 2011 - Idee, Notizie    No Comments

Discriminazioni razziali? Per la Lega sono solo sciocchezze

CI RISIAMO. ECCONE UN’ALTRA DELLA LEGA. ZITTI ZITTI CONTINUA L’ASSALTO A QUEL MINIMO DI DECENZA CHE VEDE UNO STATO DI DIRITTO IMPEGNATO SEMPRE PER SOSTENERE ALCUNI PUNTI FERMI DEL PROPRIO VIVERE CIVILE. COME LA LOTTA A OGNI RAZZISMO. MA PER LA LEGA NO, TUTTO CIO’ NON HA MOLTO VALORE, E NON MERITA SPENDERE TEMPO E SOLDI.

MENO MALE CHE C’E’ QUALCUNO CHE ALZA LA VOCE. PUBBLICO IL COMUNICATO STAMPA DI OGGI DELL’ASSOCIAZIONE NESSUN LUOGO E’ LONTANO. PER CHI VOLESSE CONOSCERLA A FINE TESTO C’E’ L’INDICAZIONE DEL SITO

Contro la chiusura dell’UNAR – Ufficio del Governo contro le discriminazioni

La Lega Nord che da sola governa l’immigrazione italiana su delega del Governo, propone la chiusura dell’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Governo. Se chiusura sarà, nessuno ci farà più sapere dei sindaci che assegnano alloggi pubblici, borse di studio o bonus bebè non sulla base dei requisiti, ma di discriminazione razziale, religiosa, di orientamento sessuale. Nessuno censurerà il Preside “razzistello” o l’impiegato pubblico che respinge un “frocio” allo sportello.

Una barbarie civica di cui l’UNAR non è l’antidoto, ma un soggetto pubblico che insieme ad altre agenzie rappresenta il  livello civile raggiunto dal nostro Paese. In una democrazia ci devono essere buoni ed equilibrati strumenti di controllo pubblico; ricordiamo in proposito che l’UNAR è un ufficio di Palazzo Chigi non una cellula anarcoinsurrezionalista.

Con questo comunicato non speriamo che i proponenti si ravvedano, né che la Lega metta a riposo i suoi pretoriani più sbracati. Noi vogliamo parlare agli uomini di buona volontà della maggioranza, augurandoci che impediscano questo scempio ed esprimiamo solidarietà a tutti i nostri concittadini del nord; noi non ce l’abbiamo e non ce l’avremo mai con voi, ma voi non dimenticate di essere migliori di quelli che oggi votate.

associazione@nessunluogoelontano.it

www.nessunluogoelontano.itComunicato Stampa di Nessun luogo è lontano

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